È il 1951 quando Achille Maramotti, decide di dedicarsi alla sartoria; la volontà è quella di produrre abbigliamento femminile confezionato di alta qualità. Obiettivo certamente avanguardista per un paese come l’Italia, dove la moda rimaneva ancora esclusivamente un’attività artigianale.
Già la prima collezione, un cappotto cammello ed un tailleur rosso geranio, contiene le prerogative delle produzioni successive: essenzialità e precisione, tagli puliti e linee rigorose. Modelli ispirati allo stile francese, reinventati con un gusto tipicamente italiano.
Negli anni sessanta, Max Mara evolve le tecniche di produzione ed insieme, la qualificazione del prodotto: accanto a cappotti tipicamente maschili doppiopetto ampi, nascono piccole collezioni che comprendono sia i tailleur eleganti che quelli più sportivi.
Sul finire degli anni Sessanta, quando Londra diventa la capitale delle idee e della moda, Achille Maramotti è nuovamente tra i primi a cogliere i fermenti creativi e li trasferisce, grazie all’aiuto di Laura Lusuardi, oggi fashion coordinator del Gruppo,in una collezione di nuova concezione: Sportmax , dedicata alle giovani donne che desiderano differenziare il proprio look.
Oggi Max Mara rappresenta un modello e un punto di riferimento per il prèt a porter italiano ed internazionale; la passione e la determinazione del fondatore sono state raccolte dalla nuova generazione, che continua la tradizione innovativa iniziata oltre 50 anni fa’.


